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Smantellamento Cardiologia Villamarina

Immagine del redattore: La Piazza Val di CorniaLa Piazza Val di Cornia

Aggiornamento: 22 mar

Crediamo che quanto sta succedendo a Piombino in questi ultimi tempi debba essere spunto di riflessione per tutti i cittadini. Da una parte è palpabile la demoralizzazione di chi si sente messo da parte, non ascoltato e comunque non considerato, dall'altra vi è volontà di reagire, di ribellarsi a questo lento scivolare nella marginalità. Una Citta a cui è stata spezzata la colonna vertebrale dell'industria siderurgica è divenuto facile terreno di scorribande da parte di soggetti che nel bilancio di dare e avere hanno sempre dimenticato la prima parte.


Da tempo però assistiamo alla demolizione dei "diritti sociali" che ricordiamo sono il diritto al lavoro, il diritto all'istruzione e il diritto alla salute. Desideriamo soffermarci su quest'ultimo diritto che a Piombino è da tempo messo in discussione a seguito di scelte regionali. Eppure questo che è un diritto irriducibile e cioè che deve essere sempre garantito senza che possa essere ridotto per ragioni finanziarie, sembra essere messo in discussione attraverso chiusura di reparti come la Ginecologia, riduzione di organici in altri con conseguente minore operatività o infine mortificando servizi di prima necessità come il Pronto Soccorso. Tutto questo avviene in modo subdolo, accompagnato da vacue promesse di stanziamenti, razionalizzazioni, potenziamenti e tutto quel vocabolario caro alla politica quando vuol mistificare la realtà. L'ultimo atto dello smantellamento dell'Ospedale di Piombino è a carico della Cardiologia, dove dopo il balletto su emodinamica si, emodinamica forse, oggi ci troviamo a qualcosa di ben più grave.


Quando svuoti un reparto di medici e infermieri, usi solo personale a termine o da altre strutture (che non fa, quindi, alcuna resistenza in caso di ridimensionamento o chiusura), non investire in strumenti e professionalità (anzi, riduci progressivamente le attività di eccellenza svolte), ti appoggi ad altri territori ritagliando un mero ruolo di stabilizzazione prima del trasferimento altrove dei malati (quando si trova con quale mezzo e con chi accompagnare il paziente)...

Quando accade tutto questo, la volontà è chiara.


Di fronte al continuo attacco ai nostri servizi ospedalieri e sanitari tutte le forze politiche sono tenute ad assumersi la responsabilità di difendere i cittadini e non sono più accettabili atteggiamenti assunti per mera polemica politica o per un malinteso senso di appartenenza.

Fra chi fa politica o amministra a vario livello la "cosa pubblica", solo chi è complice o pensa di ottenere vantaggi dal proprio silenzio, può fare finta di non capire.

Dovranno essere direttamente i cittadini a risvegliare dal torpore, distrazione e opportunismo chi avrebbe il ruolo di trovare soluzioni e non le porta.

In fondo i Comitati nascono per organizzare le mobilitazioni quando la politica e le istituzioni latitano.

Comitato la Piazza della val di Cornia

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