Il comitato la Piazza ha sottoposto alle forze politiche rappresentate nei Consigli Comunali del nostro territorio il documento allegato, attraverso il quale intende ottenere che siano inseriti negli accordi di programma in discussione con JSW e Metinvest impegni concreto volti a rendere esigibili impegni da tempo a attesi dalla cittadinanza.
Tale documento viene ora reso pubblico per consentirne la discussione con tutta la cittadinanza, a partire dall'assemblea che verrà pubblicizzata a breve.
In questi giorni si stanno discutendo i contenuti dei due accordi di programma, con JSW e con Metinvest.
Riteniamo che, in questo passaggio, le istituzioni non possano limitarsi a ratificare le richieste dei vecchi e nuovi padroni della siderurgia, ma che esso debba diventare l'occasione per un complessivo ripensamento del perimetro industriale di Piombino e delle aree ad esso limitrofe e, in particolare, quella delle discariche.
Nel SIN di Piombino agiscono, oggi, ben cinque aziende multinazionali: JSW, Metinvest, Tenaris Dalmine, Liberty Magona e SNAM. A queste si aggiunge, appena fuori dal perimetro industriale, Rinascenza Toscana, che gestisce attualmente la discarica di Ischia di Crociano.
È evidente il rischio che il potere di questi soggetti prevalga sull'interesse pubblico e che la politica assuma, come ha troppo spesso fatto, un ruolo subalterno e insufficiente.
Il rischio, in altre parole, è quello di una balcanizzazione del perimetro industriale, nel quale ogni soggetto si sente autorizzato a fare ciò che vuole nell'area che controlla, con la complicità di soggetti economici locali che guardano esclusivamente al proprio interesse.
Basta ricordare, in questo senso, come le mancate promesse di JSW su investimenti ed occupazione non abbiano ricevuto alcuna sanzione e come, anzi, tutti i livelli istituzionali abbiano permesso la liquidazione di due terzi dei lavoratori, passati a centri di costo inattivi, cioè, in termini meno eufemistici, avviati al licenziamento.
Allo stesso modo è stato permesso alla multinazionale indiana di disattendere a tutti gli impegni in materia di salvaguardia ambientale che l'accordo di Programma del 2018 poneva a suo carico, tra i quali la messa in sicurezza dei terreni di proprietà.
Altro limite difficilmente ignorabile degli accordi di programma stipulati nel passato è stato il mancato rispetto degli impegni presi dalla parte pubblica in materia ambientale e, in particolare quelli relativi alla messa in sicurezza della falda e delle aree demaniali, le famose bonifiche, per le quali, ad oggi, nulla è stato fatto.
Tantomeno si è affrontato il problema della rimozione dei cumuli e della bonifica di vaste aree, rimaste fuori dalle concessioni, come la LI 53 e la 36 ettari, che giacciono abbandonate e che sono, ad oggi, terra di nessuno.
Non aiuta, nel definire con chiarezza il futuro di quel pezzo di territorio, il fatto che si sia proceduto con memorandum e accordi segreti, di cui i cittadini non sono stati minimamente informati.
In tutto questo rimane aperta la vicenda della discarica, che, dopo le concessioni date dalla Regione a Rinascenza Toscana, che hanno autorizzato il recepimento di rifiuti provenienti da fuori, anche di origine organica, minaccia di espandersi a nuove aree, ricalcando e forse aggravando il progetto di Rimateria, nonostante la contrarietà chiaramente espressa dai cittadini, come sempre ignorata.
Un’unica vertenza Piombino
Noi riteniamo che il futuro del SIN e delle aree limitrofe sia decisivo per il futuro di questa città.
Crediamo, inoltre, che sia sbagliato trattare le varie partite che si giocano nel perimetro industriale e delle discariche come separate tra loro.
I vari temi (siderurgia, discarica, bonifiche, sviluppo del porto, rigassificatore, produzione dell'energia, destinazione delle aree) devono essere ricondotte ad un'unica “Vertenza Piombino”, che le istituzioni locali dovrebbero portare alla discussione con il governo, in occasione dei nuovi accordi di programma, con una piattaforma di rivendicazioni condivisa dalla città.
Queste potranno essere accolte negli accordi stessi o con strumenti normativi diversi, ad essi collegati.
Oltre all'ovvio rispetto delle vigenti norme ambientali e all'applicazione delle migliori tecnologie disponibili per gli investimenti in programma da parte dei vari soggetti, riteniamo che debbano fare parte di tali rivendicazione alcuni punti essenziali.
Bonifiche
Indicare risorse adeguate alla rimozione dei cumuli di rifiuti siderurgici abbancati nelle aree “abbandonate” LI 53 e 36 ettari escludendone qualunque futura destinazione a discarica.
Accelerare i tempi di realizzazione della messa in sicurezza della falda con la realizzazione delle varie opere previste.
Includere l'area della discarica di Ischia di Crociano nel perimetro della trincea drenante, come da ODG approvato dal Consiglio Comunale.
Stanziare finanziamenti adeguati alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza a carico degli enti pubblici.
Imporre ragionevoli tempi di realizzazione delle opere di messa in sicurezza a carico dei soggetti privati, prevedendo opportune penali in caso di mancato rispetto degli impegni assunti.
Discarica
Non autorizzare alcun ulteriore allargamento della discarica o l'installazione di impianti di trattamento rifiuti nell'area della LI 53, mancando qualunque interesse pubblico in tale operazione.
Definire, come già detto, un percorso per la rimozione dei cumuli e la messa in sicurezza.
Indicare una diversa e definitiva destinazione di quell'area (ad esempio utilizzandola per la produzione di energie rinnovabili).
Tornare a dedicare gli spazi di discarica autorizzata e, in particolare, la ex Lucchini, ai rifiuti siderurgici prodotti dalle aziende locali al fine di evitare la proliferazione di altre discariche industriali.
Rigassificatore
Ribadire la richiesta espressa dal consiglio comunale di spostare la nave, o comunque (se come auspichiamo si intendesse abbandonare la scelta della rigassificazione e dell'attuale politica energetica subalterna alla speculazione in campo energetico) di rimuovere dal porto di Piombino entro i tempi stabiliti dalla autorizzazione in corso e pretendere dal governo precise risposte sulla destinazione della Italis LNG.
Sviluppo del porto
Programmare i necessari investimenti per le opere portuali prevista dal Piano Regolatore.
Programmare i necessari investimenti per la modernizzazione del collegamento ferroviario al porto.
Produzione dell'energia
Utilizzare prioritariamente i terreni industriali dismessi o compromessi per avvicinare gli obiettivi di produzione di energia da fonti rinnovabili e di ridurre il consumo di suolo agricolo da dedicare a impianti fotovoltaici o agri voltaici, comunque molto impattanti.
Su tali aree compromesse e sulle tante coperture utilizzabili, a partire dai capannoni e dai parcheggi, andrebbero agevolate installazioni finalizzate alle autoproduzioni e comunità energetiche: pur essendo positivo aumentare la produzione di energie pulite, in questa fase dovrebbe essere coordinata e sostenuta da parte degli Enti Locali per consentire la micro produzione che aiuti le famiglie a sganciarsi dal controllo delle multinazionali dell'energia.
Destinazione delle aree
Dedicare alla siderurgia e alla logistica collegata il minimo delle aree necessarie.
Le aree retroportuali dovranno rimanere a disposizione di attività manifatturiere leggere e alternative alla siderurgia.
Le aree più vicine alla città dovranno essere cedute alla città dalla attuale proprietà.
Siderurgia
Garantire tutti i lavoratori, a prescindere dall'età e dalla storia professionale.
Impegnare Metinvest a assumere prioritariamente i lavoratori in cassa integrazione, previa definizione di un adeguato e mirato programma di formazione, da concordare con Metinvest stessa, oltre che con le associazioni di categoria e i sindacati.
Evitare di disperdere risorse in programmi di formazione inutili o velleitaria come i pochi attuati fino ad oggi.
Definire ragionevoli tempi di realizzazione degli investimenti con i soggetti privati, prevedendo adeguate sanzioni in caso di inadempienza, fino al ritiro delle concessioni demaniali.
Escludere ogni possibilità di costruire un forno elettrico in prossimità della città.
Chiarire come e dove saranno trattati e stoccati i rifiuti prodotti dalle attività dei vari soggetti industriali.
La discussione sui nuovi accordi di programma sarà, per il governo, l'occasione per dimostrare un interesse per questa città che vada oltre alla siderurgia e agli interessi economici e geopolitici ad essa collegati e di sostenere la transizione verso un modello economico più moderno, articolato e sostenibile.
L’amministrazione comunale dovrà dimostrare la volontà di superare le esitazioni e le subalternità del passato e di saper trattare con chi vuole investire a Piombino su un piede di parità.
Dalla politica, dai partiti di maggioranza e di opposizione ci aspettiamo, finalmente, uno scatto di serietà e la ricerca dell'unità per sostenere ciò che è necessario per dare a Piombino un futuro diverso.
Comitato La Piazza della Val di Cornia
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